Capire una persona dal linguaggio del corpo


Capire una persona dal linguaggio del corpo
Quante volte ci sarà capitato di parlare con qualcuno che vogliamo convincere ma del quale non sappiamo come ragiona e qual è la sua vera reazione alle nostre parole. Questa situazione si può verificare ogni giorno e più volte al giorno, al lavoro com e in qualsiasi relazione sociale.

Capire il linguaggio del corpo di una persona

Comprendere una persona dal linguaggio del corpo

Per comunicare con successo è necessario capire l’interlocutore, “sentirlo”, intendere i gesti e le espressioni, intuire le emozioni e far leva su di esse al momento giusto.

Questo articolo vi farà comprendere a sviluppare questa sensibilità con esercizi, test ed esempi pratici che guidano a superare le tradizionali e apparentemente invalicabili barriere all’ascolto.

Ciò che è importante è imparare ad “ascoltare” e “ascoltarsi”, per sviluppare l’empatia necessaria a far sentire gli altri a loro agio quando sono in nostra compagnia.

Freud esprimendo un suo pensiero diceva: “Non mi fido delle parole perché nascondono molto e rivelano poco di ciò che è realmente importante e significativo”.
Anche un altro illustre psicologo Paul Watzlawick maturando la convinzione, che Freud aveva ragione, dopo ricerche e prove scientifiche, di diffidare dalle parole, che infatti incidono solo per il sette percento nel contenuto della comunicazione efficace, mentre il resto è lasciato al linguaggio del corpo e della voce.

Secondo Watzlawick ongi ocmunicazione segue due binari paralleli, quello del contenuto e quello della relazione, il primo è definito dalle parole, il secondo è definito dal corpo.

Il piano del contenuto è definito dalle parole:
Viene chiamato digitale. Offre una serie di informazioni di tipo verbale e viene recepito dall’emisfero sinistro del nostro cervello che governa le funzioni che regolano l’analisi, il ragionamento, la parola. I segnali digitali sono simboli astratti, spesso complicati, con tutta probabilità specificatamente umani. Poco hanno in comune con l’oggetto che descrivono.
Per esempio, la parola “gatto” non evoca sempre questo animale, come invece lo fa il suono onomatopeico “miao miao”. Per questo motivo spesso i segni digitali sono importanti ma non determinanti per la comprensione di chi ci sta di fronte, tanto che nella comunicazione efficace contano, per il sette per cento.

Il piano della relazione è definito dal corpo
Il piano della relazione è definito da come muoviamo il corpo, dalle espressioni del viso e dal modo con cui usiamo la voce: viene detto analogico, figurato o non verbale. Viene percepito dalla parte destra del cervello, cioè dalla mente inconscia che pensa per immagini, visualizza, faffigura, offre “metainformazioni”, cioè dà informazioni sulle informazioni verbali.

In pratica il linguaggio non verbale è rappresentato da gesto, movimenti atteggiamenti del corpo, espressioni del volto, tono, volume, tempo, melodia della voce, che descrivono il carattere di una persona e ne raccontano i suoi stati d’animo. Viene recepito subito e in modo intuitivo diventando più importante del linguaggio digitale.

Nella comunicazione efficace conta per il cinquantacinque per cento per ciò che riguarda il linguaggio del corpo e per il trentotto per cento per il linguaggio della voce.

Capire una persona dal linguaggio del corpo
La conclusione di Watzlawick nel 1988 dopo innumerevoli esperimenti disse :” Nessun essere umano può inviare segnali a livello di contenuto, cioè digitali, senza co-inviare segnali di tipo analogico che spesso cambiano il contenuto della comunicazione”.