Moto Turismo nel centro Italia

Moto Turismo nel centro Italia dal Tevere al Reatino

Tra curve mozzafiato per scoprire le città dalla lunga storia e alcuni tracciati classici del motociclismo nel Centro Italia, feste medievali e celebrazioni di antiche gare.

Il periodo migliore per questa gita in moto è sicuramente l’estate, in quanto d’inverno la salita al Terminillo chiude, il percorso è lungo circa 210 km.

Partenza da Orte

ma è assolutamente proibito lasciare il Tevere senza essere saliti alla rupe di tufo a cui si aggrappa Orte, nel centro storico, andando in giro tra edifici storici intorno alla piazza Maggiore, la cattedrale, la romanica S. Silvestro.

Orte
Moto Turismo: dal Tevere al Reatino nel centro Italia

Dopo un giretto nella cittadina, direi che possiamo ritornare sulle nostre motociclette sulla SP56, diventando in Umbria SP8 e si guida piacevolmente fino ad Amelia che accoglie tra le mure maestose la porta Romana.

Le motivazioni per una bella sosta sono tante, anche solo la bellezza del luogo ad agosto il Palio dei Colombi, festa di cavalieri e balestrieri.

Arrivando a Narni

Proseguendo sulla SS205 giungiamo dopo 15 km con un finale ricco di curve in Valnerina per salire a curve larghe a Narni, sotto lo sguardo della rocca Albornoziana, oltre la porta Ternana.

Si visitano almeno il duomo, il palazzo Podestà e S. Francesco, notando ancora tutto originario, come torri e palazzi, magari a maggio quando la disfida cavalleresca corsa all’anello porta indietro nel tempo.

Valnerina in moto
Moto Turismo: dal Tevere al Reatino nel centro Italia

Proseguendo con le motociclette raggiungiamo Terni

Raggiungiamo Terni

appena parcheggiato le moto sentite odore di olio bruciato e sentite marmitte aperte, allora vi troverete all’apertura della Circuito cittadino dell’Acciaio organizzato dal motoclub che ricorda nel nome il campione Libero Liberati, mondiale di motociclismo nel 1957.

Cascate delle Marmore

Chi è invece attirato dalla tranquillità, può direzionarsi verso il lago Piediluco, proseguendo dal lago sulla SS79 si potrà ammirare la vista sulle rocce della Valnerina e sulla stupenda curva Papigno, una curva tona a sinistrala quale inaugura il disegno in salita con la roccia come cassa armonica ed i panorami che si aprono, strada intensa ma breve, circa 3 km, dopo si fa più blanda.

Poco dopo siamo alla terrazza delle cascate delle Marmore, ma dobbiamo svoltare più avanti a sinistra, se vogliamo invece ammirare le cascate dal basso, avremmo dovuto scendere in Valnerina al bivio per Papigno.

Informatevi all’ufficio del turismo quando vengono aperte le cascate per evitare di rimanere a bocca asciutta.

Moto Turismo dal Tevere al Reatino nel centro Italia
Cascata delle Marmore in moto

Proseguendo sulle nostre moto, costeggiando il Lago di Piediluco, la strada si fa morbida finché si vede, in alto tra i boschi, la vicina Labbro, dove si entra in atmosfera medievale tra le vie lastricate e sotto gli archi fino alla torre in alto, terrazza sui monti circostanti.

In valle la SS79 offre uno sguardo al Terminillo e poi il tracciato si scatena, stretto e curvoso, come piace al vero motociclista da strada, in saliscendi fino a incrociare la SS521 di Morro, che sale veloce e sportiva con vista sulla conca Reatina chiusa dai coni dei monti Reatini e dal Terminillo.

Tra dx/sx alternati, si è pronti a deviare ripidi per Rivodutri, per i più naturalisti, consiglio il monumentale Faggio di S. Francesco, in località Cepparo, 8 metri di altezza per 4 di circonferenza, altrimenti via per guidare prima in costa, con solo foto al panorama e poi su tornanti per Poggio Bustone che dedica un giardino e una statua a suo figlio prediletto, Lucio Battisti.

Per i fan di Battisti possono tessere rapporti con il club alla Locanda Francescana, mentre chi è in cerca di quiete procede per il santuario nei pressi dell’eremo dove S. Francesco si raccoglieva in preghiera, bella anche se un pò ripida, la passeggiata nel bosco fino all’antico romitorio.

Riposati? Bravi rimontiamo in sella e via di nuovo in discesa per la SP2 verso Cantalice, dopo qualche chicane a Vazia inizia il trionfo motociclistico della salita del Terminillo, la vetta più elevata e scenografica dei monti Reatini, attenti però alle mucche ed ai loro regalini per strada.

Moto Turismo: dal Tevere al Reatino nel centro Italia
Veduta del Terminillo innevato

Per appassionati di itinerari francescani, interessante una deviazione all’originario e semplice convento La Foresta.

Per chi ama andare a cavallo troverete in vetta uno splendido maneggio, per suggestive passeggiate a cavalle nei boschi del Terminillo.

Dopo una sosta, ripartiamo la rotta è la SS4bis realizzata sotto l’impulso di Mussolini, che veniva quassù a sciare.

Si apre la danza in salita con le “S” in sequenza, subito un bel tornante tondo e largo a dx, poi a sx, allungo ondeggiato e così via su una carreggiata ampia, che sembra una pista e infatti i segni per terra raccontano il trofeo in salita per auto.

Si frena a Piano di Rosce, invaso da gitanti nella bella stagione, ma pur sempre scorrevoli tra qualche tornante, anche rimanendo nel codice della strada la salita è rapida fino agli chalet e ai faggi che anticipano Pian delle Valli e Campoforogna.

Caffè di rito e poi mezzo gas si va sulla ben più stretta SP10 contemplando il paesaggio selvaggio sotto il costone roccioso fino a Sella di Leonessa, punto di inizio del sentiero che in un’ora si raggiunge gli oltre 2200 metri della vetta, d’inverno però è proibito per la neve.

Ci aspettano gli ottovolanti in discesa per la Vallonina dove poi la strada si fa più tranquilla fino a Leonessa, nodo di tante gite motociclistiche dei laziali.

Con case medievali, palazzetti nobili e belle chiese, vale la sosta e la passeggiata fino alla quattrocentesca S. Pietro col loggiato.

Strade in moto a Leonessa
Moto Turismo dal Tevere al Reatino nel centro Italia

Evitando di imboccare la superstrada, si rimane sulla SS471 lungo la rilassante val Carpineto che costeggia i verdissimi monti Catàbio, Càmbio e Iacci.

Dopo una decina di km si lavora di manubrio e di cambio per tenere testa a un tracciato vivace fino ad arrivare in val Velino alla SS4 Salaria, la storica via del sale., poi consolare romana.

Dopo si va verso Rieti e per evitare alle due corsie veloci, piene zeppe di autovelox, si esce sul vecchio tracciato per Sigillo, stretto tra le alte gole rocciose.

Attenti agli autovelox

Proseguendo sulla Salaria di arriva ad Antrodoco, attenti agli autovelox sia all’ingresso, venendo da Leonessa, dopo il passaggio a livello e uno venendo da Roma.

Successivamente troveremo Brogo Velino e il ninfeo in rudere, poi Mozzo, Ponte Lungo, anche solo per uscire dalla fila da week end della SS4, e i piccoli laghetti di Vasche con la vicina sorgente del Peschiera e il lago sotterraneo.

Ma non è finita ci si stupisce del lago azzurro opalino di terme di Clotilia, poi a sx della chiesa di S. Vittorino, sprofondata per crolli sotterranei,  e per i ruderi delle terme di Vespasiano.

Moto Turismo dal Tevere al Reatino nel centro Italia
Sorgente del Peschiera, tragitti in moto

Se invece si scorre si frena di sicuro a Cittaducale per affacciarsi alla bella e ariosa piazza del Popolo, in fondo al corso oltre la torre.

Arriviamo a Rieti

Eccoci di nuovo in sella per raggiungere e chiudere l’itinerario a Rieti antica città sabina.

Tra la cinta muraria integra e il fiume Velino, il centro storico si dipana intorno all’angolo retto tra le due direzioni dell’antica Salaria, rivelando architetture interessanti nelle vie rinascimentali ed edifici medievali come il palazzo Comunale o il palazzo Vescovile.

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