Immagine illustrativa: Pedro Acosta in piega sulla KTM RC16 nei test di Valencia, durante le prove aerodinamiche della stagione 2026.
La giornata del test a Valencia è partita un po’ storta, con la pista bagnata e mezza mattina buttata via. Poi però, quando l’asfalto si è asciugato, KTM ha iniziato a tirare fuori tutto il materiale nuovo: due carene diverse, soluzioni aerodinamiche fresche e qualche pezzo di telaio aggiornato. Insomma, roba da test veri, quelli che ti cambiano un po’ l’idea sulla moto.
Pedro Acosta ha fatto quasi tutto il programma. Ha provato tante cose, soprattutto nell’aerodinamica. Lo ha detto lui, senza girarci intorno: “We tried a lot of aero stuff and it was quite OK.” Che poi non è mai tutto bianco o nero — parola sua — perché quando inizi a testare, c’è sempre qualcosa che va e qualcosa che non va. Alcune modifiche gli hanno dato una sensazione più “completa”, altre meno. E lo ha spiegato con una semplicità disarmante: sappiamo bene dove la moto è forte, e sappiamo altrettanto bene dove soffre.
La sensazione, alla fine, è che sia stato un buon passo avanti, senza miracoli. Il team adesso deve sedersi, respirare e guardare tutti i dati insieme ai commenti. Ha detto proprio così: “The guys need to analyse the data.” E nonostante la partenza mezza persa, la giornata l’ha chiusa con un pensiero semplice: “It was a good day.”
Quindi, cosa significa tutto questo per KTM? Che stanno lavorando sul serio. Niente colpi di scena, niente magie da un giorno all’altro, ma un percorso chiaro: provare, confrontare, scegliere il pezzo giusto. Il distacco dai primi non è sparito, questo no, ma almeno si vede che la direzione è quella. Per il resto, sarà la pista nel 2026 a dire se questa RC16 sarà davvero in grado di fare quel salto che tutti si aspettano. Una cosa, però, l’ha già ricordata Acosta: non è mai tutto bianco o nero.
