Immagine illustrativa non ufficiale e non reale (AI-generated su prompt) per Sbraaa Magazine.
L’operazione è andata come previsto. Nessuna complicazione. Questo è il primo, vero punto fermo nella vicenda di Fermín Aldeguer, dopo l’infortunio che ha gelato l’inizio del suo 2026. Il pilota Gresini è stato operato al femore e l’intervento è riuscito, secondo quanto filtra dall’ambiente del team.
Ed è una buona notizia. Ma non è ancora quella decisiva.
Perché da qui in avanti il tema non è più il “se”, ma il quando. E il tempo, in MotoGP, pesa sempre più dei comunicati rassicuranti. Aldeguer ora entra nella fase più delicata: il recupero. Riabilitazione, risposta del fisico, sensazioni. Tutte variabili che, oggi, non possono essere accelerate a comando.
Dal team filtra prudenza. Nessuna tabella di marcia ufficiale, nessuna data cerchiata in rosso. Ed è una scelta logica. Un femore non è un infortunio banale, soprattutto per un pilota che deve tornare a spingere una MotoGP al limite, senza esitazioni, senza protezioni mentali.
Il nodo resta Sepang. I test sono vicini e, realisticamente, la presenza di Aldeguer resta in dubbio. Anche qualora arrivasse il via libera medico, c’è un altro aspetto da considerare: la condizione. Guidare una MotoGP non è solo essere “abili”, ma essere pronti. Fisicamente e mentalmente. E su questo nessuno, oggi, può dare certezze.
Il contesto non aiuta. Il calendario corre, la stagione è alle porte e Aldeguer è chiamato a un anno chiave. Doveva essere quello della continuità, della crescita, della conferma. Invece si apre con una salita inattesa.
La buona notizia, però, resta: l’intervento è riuscito. E non è poco. Ora il resto dipenderà da come risponderà il corpo, giorno dopo giorno. Senza forzare. Senza scorciatoie.
Per Aldeguer, adesso, non è tempo di guardare avanti troppo lontano.
È tempo di fare una cosa sola: tornare forte, quando sarà davvero il momento giusto.
