Immagine illustrativa del nuovo prototipo Yamaha V4 MotoGP, basato sulle informazioni tecniche emerse dai test di Augusto Fernández. Non si tratta di una foto ufficiale.
Sembrava una voce, adesso è realtà.
Yamaha sta davvero lavorando sul nuovo motore V4, e dai primi test qualcosa si muove, eccome.
A parlarne è Augusto Fernández, il pilota collaudatore che l’ha provata a Misano.
«La differenza si sente dietro — ha spiegato — il retrotreno lavora meglio, la trazione è più stabile, si muove meno. È molto più gestibile fin dai primi giri.»
Tradotto: il punto debole storico della Yamaha, quel posteriore ballerino che negli ultimi anni ha fatto impazzire Quartararo e Morbidelli, ora sembra davvero migliorato.
Ma calma.
Fernández lo dice chiaro: «Il motore non è ancora veloce abbastanza. Serve tempo, serve sviluppo.»
E infatti la versione V4 non è ancora pronta per il debutto ufficiale: l’obiettivo è il 2026, ma solo se le prestazioni globali supereranno davvero l’attuale quattro cilindri in linea.
Per ora i test interni confermano piccoli passi avanti, ma nessun salto netto.
Il grip è migliore, la moto più bilanciata, però la velocità massima non ha ancora raggiunto il livello di Ducati o KTM.
D’altronde, Yamaha non aveva mai abbandonato l’in-line four da quando corre in MotoGP: cambiare architettura dopo vent’anni significa riscrivere tutto, dal telaio all’erogazione.
Un rischio? Forse sì.
Ma anche l’unico modo per restare nel gruppo di testa.
E se davvero il V4 manterrà la fluidità Yamaha e aggiungerà quella spinta cattiva che mancava… allora sì, la rivoluzione è solo questione di tempo.
🕓 Aggiornamento basato su fonti tecniche internazionali – verifica redazionale Sbraaa Magazine effettuata il 1 novembre 2025, ore 15:45 (ora italiana).
