Immagine illustrativa - Bagnaia e Bezzecchi duello tra Ducati e Aprilia nella stagione 2025.
La stagione MotoGP 2025 si è chiusa con un dibattito acceso: Aprilia è davvero pronta a mettere fine al dominio Ducati, oppure la distanza resta più ampia di quanto sembri?
Guardando solo le sensazioni del paddock, sembrerebbe che il vento stia cambiando. Ma quando si analizzano i numeri reali, il quadro è molto più sfumato e interessante.
Partiamo da Ducati.
Il 2024 era stato un anno semplicemente irripetibile: percentuali altissime di vittorie, podi e punti. Un picco statistico che difficilmente qualsiasi costruttore, non solo Ducati, potrebbe mantenere per due anni consecutivi. Nel 2025 la stagione è stata meno estrema… ma ancora nettamente dominante. Con 17 vittorie in 22 gare, 44 podi e una raccolta punti vicina al 94% del massimo disponibile, Ducati ha dimostrato di rimanere la moto di riferimento.
Ci sono però fattori interni che hanno inevitabilmente inciso sul totale della stagione:
– da otto a sei moto schierate in griglia;
– addio del team Pramac, che nel 2024 aveva portato risultati pesantissimi;
– l’assenza di Marc Márquez nelle ultime quattro gare, periodo durante il quale Ducati ha perso parte della sua forza d’attacco.
Fin qui, la parte “rossa”.
Ma la storia sarebbe incompleta senza guardare cosa è realmente accaduto dall’altra parte del box.
Perché Aprilia non ha vissuto un semplice “anno buono”: ha vissuto il miglior anno della sua storia in MotoGP.
Quattro vittorie, undici podi, una RS-GP cresciuta in accelerazione, stabilità e guidabilità, e un Marco Bezzecchi che ha trovato un feeling immediato e naturale con la moto. Il salto in avanti dei punti raccolti, dal 41% al 51,4% del massimo stagionale, non è un dettaglio: è un indicatore reale, concreto, consistente.
Aprilia non ha ancora raggiunto Ducati.
Questo è un fatto. La distanza, oggi, esiste.
Ma non è più un muro invalicabile come qualche anno fa.
E il punto più affascinante è proprio questo: la distanza si sta accorciando nel momento più strategico, alla vigilia del nuovo ciclo tecnico 2026–2027 in cui aerodinamica e motori congelati cambieranno gli equilibri.
Bezzecchi lo ha detto con una lucidità che fotografa perfettamente lo scenario:
“Niente è scontato. Ogni stagione è una storia nuova.”
E la storia nuova potrebbe anche essere questa:
Ducati resta la regina.
Aprilia non è ancora l’erede al trono…
ma ha iniziato davvero a bussare alla porta.
