Honda al lavoro a Sepang sul prototipo MotoGP 2027: test riservato per la raccolta dei primi dati tecnici in vista del nuovo regolamento. Immagine illustrativa – non ufficiale.
Mentre il paddock sembra fermo e i riflettori sono spenti, Honda lavora.
Oggi, 17 dicembre, la casa giapponese è scesa in pista a Sepang per la prima delle due giornate di test dedicate al prototipo MotoGP 2027, quello che segnerà il passaggio storico ai motori 850 cc.
Il test malese non nasce per cercare la prestazione, ma per costruire le fondamenta. Honda sta raccogliendo dati grezzi, quelli che non fanno rumore ma che decidono il futuro: comportamento del motore, elettronica di base, prime risposte del telaio in funzione delle Pirelli, che dal 2027 diventeranno fornitore unico della MotoGP.
In pista c’è Takaaki Nakagami, affiancato da ingegneri arrivati direttamente dal Giappone. Il lavoro è interno, tecnico, quasi chirurgico. Nessuna corsa al tempo, nessuna comparazione pubblica. Solo numeri, sensazioni, appunti.
Il nuovo regolamento 2027 promette una MotoGP diversa:
motori più piccoli, meno potenza assoluta, costi ridotti, aerodinamica semplificata, niente abbassatori. Sulla carta, una categoria più “guidata”, meno dipendente da soluzioni estreme.
Ma Honda, oggi, non guarda allo spettacolo.
Guarda alla struttura.
Questo test serve a capire se la direzione intrapresa è quella giusta. Serve a creare una base tecnica su cui lavorare per mesi, forse anni. Ed è significativo che tutto avvenga senza clamore, senza comunicazione forzata.
I primi feedback ufficiali potrebbero emergere solo dopo la seconda giornata di test. Fino ad allora, una cosa è chiara:
Honda ha iniziato il percorso verso il 2027 prima di molti altri.
In silenzio.
Ma con le idee molto chiare.
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