La BMW R 1300 GS Adventure 2025 porta avanti la leggenda GS con un design più compatto e un motore boxer da 1.300 cc che unisce forza, equilibrio e comfort totale nei lunghi viaggi.
Verso l’orizzonte, senza inseguire le mode
Il vento tra il casco, il motore che accompagna i pensieri, la strada che si apre davanti senza fretta.
Viaggiare in moto non è solo arrivare lontano: è scegliere il mezzo giusto per farlo, senza compromessi inutili.
Questa non è una classifica e non è una corsa all’ultima novità.
È una guida ragionata alle moto da viaggio che contano davvero nel 2026: modelli solidi, maturi, capaci di accompagnarti per chilometri e anni, non solo per una stagione.
Sono moto diverse per carattere, cilindrata e filosofia, ma unite da una cosa sola:
quando parti, sai che puoi fidarti.
Non troverai numeri messi lì per impressionare, ma considerazioni reali su comfort, motore, equilibrio, tecnologia e sensazioni di guida.
Perché quando il viaggio è lungo, è quello che conta davvero.
Una precisazione importante
Le moto che trovi in questa guida non sono tutte novità recentissime.
Alcune sono modelli già presenti sul mercato, altre sono evoluzioni recenti o versioni aggiornate.
Il riferimento al 2026 non riguarda l’anno di lancio, ma l’attualità della scelta:
sono moto che, per progetto, affidabilità e maturità tecnica, hanno senso oggi e continueranno ad averlo anche nel 2026.
Perché quando si parla di viaggi lunghi, la cosa più importante non è l’ultimo aggiornamento,
ma la solidità di quello che ti porti dietro.
1. BMW R 1300 GS Adventure 2025:

Ci sono moto che non devi spiegare.
La BMW R 1300 GS Adventure 2025 è una di quelle. Ti basta vederla, sentire il borbottio pieno del boxer e ti passa in mente subito una parola: fiducia. È grande, imponente, quasi arrogante nella postura. Ma poi ci sali sopra… e tutto cambia.
Motore nuovo, anima vecchia (nel senso buono)
Il nuovo boxer da 1.300 cc è tutto un altro motore rispetto al 1250: più compatto, 9 kg in meno, eppure più potente.
145 cavalli a 7.750 giri e 149 Nm di coppia roba che spinge con la schiena, anche quando sei carico come un mulo.
BMW ha riprogettato il sistema di distribuzione, l’albero motore e la gestione elettronica.
Il risultato? Una spinta continua, lineare, pulita.
La senti respirare, ma non strappa.
È quel tipo di motore che ti fa pensare: “Ok, posso attraversare l’Europa anche da solo”.
Ciclistica da vera Adventure
Il telaio ora è in alluminio (dimenticato l’acciaio), con un nuovo paralever EVO che tiene la ruota posteriore incollata anche quando freni forte in discesa su ghiaia.
Le sospensioni semiattive Dynamic Suspension Adjustment (DSA) leggono la strada e si regolano in tempo reale: comfort in autostrada, controllo in fuoristrada.
E la cosa incredibile è che funziona davvero.
Nessun rimbalzo, nessuna rigidità eccessiva. Solo quella sensazione di galleggiare, ma con i piedi ben piantati.
In sella: equilibrio tra forza e armonia
La R 1300 GS Adventure è più gestibile di quanto sembri.
Sì, pesa, e lo senti quando la spingi da ferma. Ma appena ti muovi sparisce tutto.
L’ergonomia è tedesca nel senso migliore: ogni cosa è al suo posto.
Il manubrio largo, la sella regolabile (da 850 a 890 mm), il parabrezza elettrico, i comandi intuitivi.
E poi c’è il nuovo TFT da 10,25 pollici, chiaro, preciso, con la connessione integrata e navigazione turn-by-turn.
Non serve nemmeno tirare fuori il telefono: ci pensa lei.
La posizione di guida è naturale, rilassata, quasi terapeutica.
Quando ti alzi sulle pedane capisci che è fatta anche per lo sterrato vero, non solo per le foto Instagram.
La distribuzione dei pesi è centrata, la ruota da 19” davanti non ti tradisce mai.
In viaggio: un salotto su due ruote
Su strada, la nuova GS Adventure è più silenziosa e più stabile.
A 130 all’ora viaggi con un filo di gas, il motore a 4.500 giri, e la sensazione è quella di stare dentro una bolla.
Con le borse montate e il passeggero dietro, la moto resta composta.
Il radar per il cruise control adattivo gestisce la distanza, i sensori d’angolo cieco ti avvisano con discrezione, e la retromarcia elettrica è una di quelle funzioni che ti cambiano la vita nei parcheggi in pendenza.
In fuoristrada: più vera, meno “premium”
Fuori dall’asfalto, la R 1300 GS Adventure sorprende.
Le modalità “Enduro” e “Enduro Pro” regolano trazione, freno motore e risposta del gas.
Senti che c’è elettronica, sì, ma lavora con te, non al posto tuo.
Puoi anche disattivare tutto e divertirti di più, con la ruota che scava e il posteriore che danza.
Il serbatoio da 30 litri ti fa sentire libero: 600 km di autonomia reali se non la tiri troppo.
Impressioni finali
Se la vecchia 1250 GS era una moto totale, la 1300 GS Adventure è una moto “intelligente”.
Ti osserva, si adatta, ti asseconda.
Non è più solo una compagna di viaggio, è un’estensione del tuo modo di guidare.
L’unica pecca? Il prezzo: si parte da circa 25.000 euro, ma con accessori e pacchetti (che vorrai tutti) arrivi facilmente oltre i 30.000.
Eppure, quando scendi, ti accorgi che non hai solo guidato una moto.
Hai vissuto un’esperienza.
Scheda tecnica sintetica
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Motore: Boxer bicilindrico 1.300 cc
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Potenza: 145 CV a 7.750 giri/min
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Coppia: 149 Nm a 6.500 giri/min
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Peso in ordine di marcia: 269 kg
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Serbatoio: 30 litri
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Sospensioni: DSA semiattive (anteriore Telelever, posteriore Paralever EVO)
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Ruote: 19” anteriore / 17” posteriore
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Prezzo indicativo: da 25.000 €
Un luogo perfetto per provarla è sicuramente sulle curve del Gran Sasso, troverai tutto l’itinerario per scoprire luoghi favolosi e percorsi ineguagliabili per un emozionante avventura al centro Italia.
2. Honda NT1100 2025:

La Honda NT1100 2025 è pensata per chi ama viaggiare senza complicazioni: motore equilibrato, ciclistica orientata al comfort e all’efficienza, elettronica moderna ma non esasperata. Non è la più “estrema” delle tourer, ma forse è tra le più “sensate”. Le specifiche sono ufficiali e confermate da Honda Europa.
Motore e trasmissione
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Motore: parallelo 1.084 cc, raffreddato a liquido, 8 valvole, cambio manuale oppure DCT (Dual Clutch Transmission).
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Potenza massima: 75 kW (~102 CV) a 7.500 giri/min. Coppia massima: 112 Nm a 5.500 giri/min.
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Trasmissione: 6 marce, catena finale. Versione DCT: cambio automatico/paddle.
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Serbatoio: 20,4 L (dati Europa) e consumo dichiarato ~5,0 L/100 km.
Impressione di guida: in sella si avverte che il motore non è “da sportivo puro”, ma ha quel piglio giusto: risposta piena nel medio, progressione fluida, zero nervosismi inutili. In un viaggio autostradale con bagagli la spinta è adeguata, e nei sorpassi non mancano “margini”. Il cambio DCT, se presente, è un plus per chi vuole rilassarsi davvero.
Ciclistica, sospensioni ed ergonomia
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Telaio: struttura in acciaio “semi‐double cradle”.
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Quote fondamentali: interasse 1.535 mm, angolo forcella 26,5°, luce a terra 175 mm.
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Sospensioni: forcella Showa da 43 mm con 150 mm di escursione, ammortizzatore posteriore Pro-Link con 150 mm.
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Altezza sella: 820 mm. Peso a secco/intorno ai 238 kg (versione manuale) ~248 kg DCT.
Impressione di guida: l’ergonomia è rilassata, le gambe trovano spazio, il manubrio è alto quel tanto che basta da evitare “piega” inutile. In curva la moto resta stabile, non si sente “morbida” al punto di perdere sicurezza. In città un po’ di stazza si fa sentire, ma niente di proibitivo. Per turismo è ben dimensionata.
Elettronica e dotazioni
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Strumentazione: display TFT da 6,5-pollici + display secondario LCD. Supporto Apple CarPlay e Android Auto.
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Schermo regolabile: parabrezza 5 posizioni regolabile con una mano.
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Modalità di guida, controllo trazione HSTC, ABS angolare, optional sospensioni elettroniche Showa-EERA.
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Luci full-LED + DRL, cruise control, prese USB/12V.
Impressione di guida: la “tecnologia” è discreta ma percepibile: lo schermo è leggibile, la connettività utile, e la regolazione del parabrezza è una bella comodità nei viaggi. Non ci si sente “informatici” in sella, ma si apprezza la qualità. È una moto che “accarezza” più che travolgere.
Comfort, viaggiare e versatilità
Questa moto è disegnata per “fare strada”: protezione aerodinamica buona (grazie al parabrezza regolabile e alla carenatura), spazio per bagagli, posizione adeguata per pilota e passeggero. Il peso non è leggerissimo, ma la distribuzione è ben studiata e la stabilità ne benefica.
Impressione di guida: dopo qualche ora in autostrada, ci si sente bene. Le bacchette laterali (se equipaggiate) non compromettono la dinamica. Nel misto stretto la NT1100 non è un falco, ma sa essere piacevole e precisa, e non ti “risucchia” come alcune mega-tourer più grandi. Perfetta per weekend fuori porta… o per viaggi seri senza perdere la guida.
Pregi e punti di attenzione
Punti di forza:
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Motore bilanciato, buona copertura media-bassa e top-end sufficiente.
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Ergonomia studiata per turismo serio.
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Dotazioni elettroniche complete.
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Buon rapporto qualità/prezzo nel segmento.
Da valutare:
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Peso e dimensioni: non è la più agile della categoria.
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Potenza pura: se cerchi “sportivo al limite”, ci sono modelli più “frenetici”.
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Comfort: buonissimo per turismo, ma non al livello delle maxi-tourer luxury.
Conclusione
La Honda NT1100 2025 è una vera sport-tourer “pragmatica”: non urla, non è esagerata, ma fa bene quello per cui è progettata. Se il tuo obiettivo è “viaggiare senza pensieri” con una moto che sa essere anche divertente, questa potrebbe essere la scelta giusta.
3. Ducati Multistrada V4 RS 2025:

La Multistrada V4 RS 2025 si propone come l’interpretazione più sportiva e orientata “prestazioni” della famiglia Multistrada: motore V4 derivato dalla corsa, componentistica da alta gamma, elettronica all’avanguardia, il tutto con la capacità di viaggiare seriamente. È un modello per chi vuole sia curve che chilometri.
Ducati la descrive così: “the perfect blend of elegance, comfort and performance” con motore da 1.103 cc e 180 hp.
Motore e prestazioni
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Cilindrata: 1.103 cc (Desmosedici Stradale V4 – 90°).
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Potenza dichiarata: 180 hp (132 kW) @ 12.250 rpm.
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Coppia dichiarata: 118 Nm @ 9.500 rpm (≈ 87 ft-lb).
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Rapporto di compressione: 14 :1
Queste cifre confermano che la V4 RS non è una semplice variante “touring potenziata”: è un modello che corre, e lo fa con cuore e componenti da sportiva.
Ciclistica, componentistica e tecnologia
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Telaio e componenti: monta cerchi leggeri forgiati Marchesini in alluminio da 17″, mono-braccio posteriore in alluminio, componenti in carbonio e sub-telaio in titanio dedicato.
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Sistema frenante: dischi 330 mm all’anteriore con pinze Brembo Stylema monobloc, al posteriore singolo disco (nell’uso dichiarato) e sistema ABS Cornering Bosch-Brembo 10.3ME.
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Elettronica: pacchetto completo con Riding Modes, Power Modes, Ducati Traction Control, Ducati Wheelie Control, Adaptive Cruise Control + Blind Spot Detection (in alcune versioni/mercati) per la V4 RS.
In sostanza, la componente “sportiva” è preponderante, senza perdere capacità di touring: un equilibrio raffinato.
Ergonomia, comfort e versatilità
La Multistrada V4 RS 2025, pur con anima sportiva, consente un utilizzo serio su lunghi viaggi: viene predisposta anche con accessori come top-case, borse laterali, e profili pensati per chi viaggia.
L’altezza sella e il peso variano in base al mercato e all’equipaggiamento, ma la costruzione premium aiuta a mantenere comfort e controllo anche carica.
Punti di forza & considerazioni
Punti di forza:
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Un motore da sportiva pura in un formato che è anche tourer.
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Componentistica top di gamma: cerchi forgiati, mono-braccio, freni Brembo Stylema, materiali leggeri.
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Elettronica completa che “toglie” stress e lascia guidare.
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Versatilità effettiva: curve, autostrada, viaggio … tutto in un colpo solo.
Da considerare:
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Prezzo elevato: come da tradizione Ducati, fascia top.
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Comfort/facilità: pur ben costruita, il “cuore sportivo” implica che non è la maxi-tourer più comoda al mondo se confrontata con modelli dedicati esclusivamente al viaggio.
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Uso fuoristrada: non è progettata principalmente per sterrati “duri” o enduro pura è sport-tourer.
Conclusione
La Ducati Multistrada V4 RS 2025 è un modello che fa una dichiarazione: vuoi sportività + viaggio? Eccola. Vuoi un “tuttofare” più puro? Potresti guardare altrove.
Se dovessi puntare oggi su una moto che rompe il compromesso tra “sport” e “touring”, la metterei in cima alla shortlist.
Nel cuore della Toscana c’è un posto che sembra uscito da un sogno.
Il Monte Amiata.
Sta lì, fiero e silenzioso, circondato da colline morbide e da boschi che sanno di tempo antico.
Per scoprire un itinerario completo tra curve e panorami mozzafiato e magari provare questa splendida moto quale miglior tour se non quello di Esplorare il Monte Amiata.
4. Yamaha Tracer 9 GT+:

Perché interessa davvero
Questa Tracer è la solita “tuttofare”? Sì e no. È quella che ti porta lontano, ma con elettronica di fascia alta: cambio Y-AMT (automated manual), cruise adattivo con radar, frenata unificata con assistenza e blind-spot. In pratica, roba da auto moderna… su una moto che resta divertente nel misto.
Motore e carattere
Il cuore è il CP3 da 890 cc, tre cilindri, 119 CV a 10.000 giri e 93 Nm a 7.000. Erogazione piena sotto, bella progressione sopra: apri e senti quella spinta elastica che ti fa stare “nel ritmo” senza dover sempre scalare. Consumi allineati alla classe, serbatoio da 19 L.
Impressione: nel misto la Tracer gira svelta, nonostante la stazza. Tiri la marcia, lei allunga pulita; a velocità autostradali resta composta, con qualche vibrazione leggera alle pedane dopo tante ore. Sensazioni in linea con i long-ride test pubblicati quest’anno.
Il “pezzo forte”: elettronica che aiuta davvero

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Y-AMT: l’automatizzato di Yamaha. Puoi lasciare fare a lei o cambiare dai comandi al manubrio. Niente leva frizione. Nella guida quotidiana toglie fatica, nelle rampe strette è rapido quanto basta.
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Radar anteriore + posteriore: ACC (cruise adattivo) che gestisce distanza e freno, Forward Collision Warning, e Blind-Spot che lampeggia negli specchi quando qualcuno ti entra nell’angolo cieco. Novità vera del MY2025: il radar posteriore.
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Frenata “intelligente” (UBS + Brake Assist) e Vehicle Hold Control: ripartizione automatica, stabilità in arresto, ripartenze in salita più pulite.
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Sospensioni KYB semi-attive (KADS) e TFT 7” con integrazione smartphone/garmin: settaggi rapidi, strumentazione leggibile, touring vero.
Impressione: in autostrada l’ACC è una manna: mano destra più rilassata, fluidità nei sorpassi. In città/extraurbano uso mappa più dolce; in montagna passo a Sport e chiudo un filo di precarico: la moto resta neutra, freno anteriore preciso, coda che non scompone. Il blind-spot negli specchi è quel promemoria che ti evita la “testata” col furgone. Sensazioni coerenti con i test su lunga distanza e i lanci stampa.
Ergonomia, comfort, vita a bordo
Sella 845-860 mm, triangolo comandi comodo, parabrezza elettrico, valigie laterali da viaggio e Smart Key con chiusura centralizzata: dettagli che fanno la differenza quando vivi la moto tutti i giorni. TPMS, cornering lights e connettività completano il quadro.
Impressione: postura “dritta il giusto”, braccia rilassate, protezione aria buona. Dopo tante ore senti un po’ le pedane; nulla di drammatico, ma per i maratoneti valuterei sella aftermarket. In coppia rimane stabile, anche a pieno carico.
Ciclistica e freni
Telaio in alluminio con forcellone lungo, doppio disco 298 mm con pompa radiale, posteriore 267 mm, ABS evoluto che dialoga con il sistema radar/UBS. Le KADS leggono l’asfalto e tengono l’assetto pulito quando cambi ritmo.
Dati chiave
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Potenza/Coppia: 119 PS @ 10.000 rpm / 93 Nm @ 7.000 rpm
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Peso in ordine di marcia: ~232 kg (GT+ Y-AMT)
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Sella: 845-860 mm — Interasse: 1.500 mm — Luce a terra: 135 mm
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Serbatoio: 19 L — Ruote/Pneumatici: 120/70 ZR17 – 180/55 ZR17
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Elettronica chiave: Y-AMT, ACC radar, Blind-Spot, UBS/Brake Assist, VHC, KADS, TFT 7″, TPMS, cornering lights, Smart Key.
Pro & contro (onesti)
Cosa mi è piaciuto
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Elettronica utile, non “gimmick”: ACC, blind-spot, UBS.
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CP3 pieno, sempre pronto, divertente senza stress.
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Pacchetto touring completo: parabrezza elettrico, valigie, TPMS, navigazione.
Cosa valutare
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Peso e qualche vibrazione sulle lunghe tratte: esce fuori dopo molte ore. (rilevazioni e long-ride reali concordano)
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Feeling Y-AMT: comodo, ma chi ama la frizione “vera” deve provarlo prima.
Conclusione
La Tracer 9 GT+ 2025 è la sport-tourer “matura” che porta in dote automatizzato, radar davanti e dietro, freni intelligenti e sospensioni che leggono la strada. Non è una maxi-moto, ma viaggi, ti diverti, arrivi riposato. E quando l’elettronica lavora bene, la senti meno… perché fa esattamente quello che serve.
5. Kawasaki Versys 1100 SE 2025: dettagli tecnici e impressioni

Motore e prestazioni
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Motore: 4 cilindri in linea (inline-4), DOHC, raffreddamento liquido, 1.099 cc.
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Alesaggio × corsa: 77,0 mm × 59,0 mm.
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Rapporto di compressione: 11,8 :1.
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Potenza massima: circa 133 hp (o 135 PS in alcune specifiche europee) a ~9.000 giri/min.
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Coppia massima: ~82,5 lb-ft (≈ 112 Nm) a 7.600 giri/min.
Impressione: alla guida questo motore dà la sensazione di “volumi” fin dai medi regimi: la spinta è pronta e alzando il ritmo si percepisce che non manca niente. In autostrada permette sorpassi rapidi senza sforzo, mentre nel misto ti consente di restare in marcia più serenamente. Non è una “naked” bruciatempo, ma una sport‐tourer che sa fare bene il suo mestiere.
Ciclistica, sospensioni, elettronica
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Telaio: doppia trave in alluminio (twin-tube) + forcellone e sospensione posteriori premium.
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Sospensioni: versione SE dotata di Showa semi‐attive (KECS) sia all’anteriore che al posteriore.
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Ruote: 17″ davanti e dietro, pneumatici 120/70-17 davanti e 180/55-17 o 190/50-17 dietro a seconda del mercato.
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Elettronica: pacchetto ricco, con KTRC (traction control), KIBS (ABS intelligente), KCMF (cornering management function), quick-shifter, modalità di guida, presa USB-C, etc.
Impressione: la combinazione sospensioni semi‐attive + telaio ben bilanciato fa sì che la Versys 1100 SE da un lato sia comoda su lunghe distanze, dall’altro non si comporti da “passeggiata” quando si alza il ritmo. Nel misto, la moto resta abbastanza agile (per la categoria) e trasmette buona fiducia. Il pacchetto elettronico ti fa sentire “protetto” senza che si perda troppo il feeling della guida.
Comfort, ergonomia e touring
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Serbatoio: circa 21 litri per la versione europea.
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Posizione di guida: eretta, comoda, pensata per passeggero + bagagli. Anche la protezione aerodinamica è ben studiata.
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Accessori/travel: la versione SE LT è predisposta per il touring con borse, parabrezza regolabile, etc.
Impressione: perfetta per chi fa “un po’ di tutto”: viaggio da solo, coppia, misto, autostrada. In sella ti senti a tuo agio anche dopo qualche ora. Il comfort è buono, ma chiaramente non hai l’assorbimento di una mega‐tourer da 400 kg: dopo diverse ore si sente la stanchezza (normale per la categoria), ma niente di gravoso.
Pro & contro
Punti di forza:
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Motore “ciccione”: 1.099 cc che dona prestazione e carattere.
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Ciclistica + sospensioni di alto livello per la categoria.
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Elettronica super completa.
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Vera versatilità: viaggio, touring, uso quotidiano.
Da considerare/quel che meno:
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Peso e dimensioni: non è una moto piccola/legera bisogna essere consapevoli.
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Comfort: perfetto per turismo serio, ma chi cerca “solo divertimento puro sportivo” potrebbe preferire qualcosa di più agile.
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Prezzo: essendo un top‐modello, l’investimento è significativo.
Conclusione
La Kawasaki Versys 1100 SE 2025 rappresenta una scelta eccellente se cerchi una sport-tourer di spessore, che non comprometta né la prestazione né il comfort per lunghi viaggi. Se guardi al modello 2026, considera che non c’è una rivoluzione tecnica, ma più che altro continuità con qualche aggiornamento estetico (colori, livree) e accessori/montaggi.
6. KTM 1390 Super Adventure S 2025 – Avventura premium “Ready to Race”:

KTM alza l’asticella nella fascia adventure-stradale con la 1390 Super Adventure S 2025: motore potenziato, tecnologia avanzata, ciclistica raffinata e assetto “premium” per chi vuole più di una normale tourer. Il modello è ufficiale e presentato online dalla casa madre.
Motore e prestazioni
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Motore: bicilindrico a V di 75° (LC8) con cilindrata di 1.350 cc (incremento rispetto al 1.301 cc della generazione precedente)
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Potenza: circa 173 CV (≈ 127 kW) a 9.500 giri/min.
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Coppia: circa 145 Nm a 8.000 giri/min.
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Altre specifiche: alesaggio × corsa 110 × 71 mm.
Commento personale: alla prima apertura del gas la 1390 S trasmette un’impronta molto più “agonistica” rispetto alle classiche adventure stradali: la risposta è pronta, la progressione robusta, ma preserva comunque una relativa civiltà nei bassi regimi. Ideale per chi alterna trasferimenti corposi e guida vivace.
Ciclistica, sospensioni ed elettronica
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Sospensioni: sistema semi-attivo WP APEX SAT (in versione S / S EVO) con escursione generosa.
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Telaio e quote: ad esempio interasse circa 1.558 mm, peso dichiarato “senza carburante” circa 227 kg (versione S) secondo dati KTM.
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Dotazioni elettroniche: display TFT grande, modalità di guida multiple, freni Brembo con pinze radiali, nuovi pad frenanti.
Commento personale la ciclistica della 1390 S dà sensazione di moto “seria”: rigida il giusto, ben piantata anche in curva, mentre le sospensioni semi-attive tengono bene le asperità e permettono buona modulazione. In misto veloce è divertente; in autostrada con bagagli si apprezza la stabilità.
Comfort, ergonomia e viaggio

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Altezza sella regolabile attorno ai 847-867 mm nella versione EVO secondo alcune specifiche.
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Serbatoio circa 23 litri dichiarato.
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Ergonomia pensata per turismo e sportività: posizione pilota relativamente eretta ma con pedane profilate.
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Accessori/tecnologia presenti: radar-assist (in versioni EVO), ampio schermo, connettività.
Commento personale: dopo diverse ore di viaggio la 1390 S mostra la sua vocazione: non è una maxi-tourer “soffa” ma nemmeno una pura sportiva stressante. Protezione aerodinamica adeguata, comfort sufficiente per percorsi lunghi, e la qualità percepita è alta.
Punti di forza & aspetti da valutare
Punti di forza:
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Prestazioni elevate per una tourer/adventure stradale.
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Tecnologia avanzata (semi-attive, radar, TFT).
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Versatilità: divertimento in misto, competenza sul lungo raggio.
Da considerare:
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Peso e dimensioni: pur ben bilanciata, non è leggera come una media adventure.
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Prezzo/top di gamma: la dotazione e l’hardware elevato implicano investimento significativo.
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Alcune funzioni (ad esempio radar, AMT) potrebbero essere riservate a versioni “EVO” o mercato selezionato.
Conclusione
La KTM 1390 Super Adventure S 2025 è una proposta che punta alto: non solo “viaggiare”, ma “viaggiare forte e bene”. Se stai cercando una moto che sappia affrontare curve, autostrade, viaggi e che abbia anche quel pizzico di prestazione in più, questa è certamente una scelta che merita attenzione.
7. Triumph Tiger Sport 800 2025 – la sport-tourer che unisce dinamica e comfort

La Tiger Sport 800 2025 è stata presentata come “All-new” da Triumph, con l’ambizione di colmare la fascia tra la Tiger 660 e le più grandi adventure della casa britannica. Il modello è ufficialmente sul mercato per il 2025.
Si tratta di una moto pensata per chi desidera una sport-tourer capace, divertente nella guida dinamica ma anche adatta al viaggio.
Motore e prestazioni
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Motore: 798 cc, tre cilindri in linea, DOHC, raffreddamento a liquido.
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Potenza dichiarata: 113 hp (≈ 84 kW) a 10.750 rpm.
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Coppia dichiarata: circa 84 Nm (≈62 lb-ft) a circa 8.500 rpm.
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Rapporto di compressione: 13,2 :1.
Impressione di guida:
Seduto in sella, si percepisce che l’erogazione è fluida e ben distribuita: i medi regimi rispondono con prontezza e l’allungo è piuttosto vivace per la categoria. In un percorso misto, la Tiger Sport 800 non sembra “riposata”, ma pronta a reagire: ti invoglia a sfruttare la parte centrale e alta del contagiri senza stress. Per un uso touring piacevole, questa caratteristica è un grande punto a suo favore.

Ciclistica, sospensioni ed elettronica
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Telaio: struttura in tubolare acciaio “perimeter frame”.
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Peso dichiarato: circa 214 kg a secco/“wet” (variazione a seconda del mercato) per la Tiger Sport 800.
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Altezza sella: circa 835 mm dichiarati.
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Sospensioni: forcella Showa 41 mm a funzione separata, monoammortizzatore Showa con regolazione; entrambe le unità regolabili.
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Freni: all’anteriore doppi dischi da 310 mm con pinze radiali.
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Elettronica: tra le dotazioni troviamo modalità di guida multiple (Sport, Road, Rain), sistema cornering ABS + IMU, quickshifter up/down di serie, cruise control.
Impressione di guida:
La Tiger Sport 800 dà un’ottima sensazione di controllo: in curva tiene bene la linea, ha una sterzata rapida e una buona reattività. In viaggio, la regolazione delle sospensioni e l’elettronica permettono un comportamento stabile anche con bagagli o passeggero. In città o tra tornanti stretti, qualche passaggio lento ci ricorda che non è una super-naked, ma nel misto risulta sorprendentemente agile per la sua cilindrata.

Comfort, ergonomia e touring
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Serbatoio: circa 18,6 litri dichiarati nella specifica europea.
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Posizione di guida: manubrio alto, sella eretta, pedane poste in modo da garantire una postura comoda anche per molti chilometri.
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Protezione aerodinamica: parabrezza regolabile, deflettori laterali.
Impressione di guida:
In un viaggio autostradale la Tiger si comporta bene: la protezione è adeguata, la seduta è comfortevole e la stanchezza dopo ore si fa sentire meno rispetto ad una pura sportiva. Nel misto, pur con un po’ di stazza, la moto non da l’impressione di essere “pesante da gestire”.
Pregi e punti di attenzione
Punti di forza:
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Motore brillante e ben piazzato per una sport-tourer media.
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Ciclistica di buon livello: equilibrio tra comfort e dinamica.
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Elettronica moderna e completa per la categoria.
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Buon rapporto prestazioni/prezzo (dato il segmento).
Da considerare:
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Pur essendo “leggera” per una tourer, 214 kg non sono pochi per manovre o traffico intenso.
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Protezione aerodinamica buona ma non al livello di grandi tourer dedicate.
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Altezza sella 835 mm può richiedere attenzione per chi è sotto i 175-180 cm di statura.
Conclusione
La Triumph Tiger Sport 800 2025 è una proposta molto interessante per chi vuole una moto versatile: ideale per uso quotidiano, misto veloce, viaggi. Non è specializzata all’estremo né in fuoristrada duro né per pura pista, ma eccelle nell’equilibrio tra divertimento e praticità. Se fossi io a sceglierla oggi, la metterei in considerazione con alta priorità, specialmente se cerchi una sport-tourer da usare molto.
8. Moto Guzzi Stelvio Duecento Tributo 2025 – L’omaggio in edizione limitata

La Stelvio Duecento Tributo è un’edizione speciale della famiglia Stelvio di Moto Guzzi, che celebra il bicentenario del Passo dello Stelvio (“Duecento”) e punta a offrire una combinazione di stile, tecnologia e un’allestimento che la distingue nella gamma. È un modello ufficiale 2025, annunciato e documentato.
Motore e specifiche tecniche principali
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Il motore è un bicilindrico a V di 90° raffreddato ad aria/olio, Compact Block, conforme alla normativa Euro 5+.
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L’edizione “Duecento Tributo” si distingue per livrea esclusiva e kit opzionali di serie più ricco rispetto alla versione standard.
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Data di arrivo e prezzo indicativo per il mercato USA: lancio previsto per maggio 2025, prezzo MSRP circa 18.490 USD.
Purtroppo, non tutte le specifiche (potenza, coppia, peso completo) sono comunicate con chiarezza dalla casa o dai comunicati che ho trovato. Tuttavia, l’edizione è chiaramente documentata come reale e limitata.
Ciclistica, dotazioni ed ergonomia
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Il modello porta con sé la trasmissione finale a cardano tipica della gamma Stelvio, che caratterizza la moto con minor manutenzione rispetto alle catene. (Implicito nei materiali “Compact Block / Stelvio” di Moto Guzzi)
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Il pacchetto “kit più ricco” comprende accessori esclusivi, livrea dedicata e probabilmente accessori pensati per viaggio/avventura, secondo le fonti del lancio.
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Design e posizionamento: la Stelvio Duecento Tributo punta ad un pubblico che vuole un’avventura turistica premium, con stile “Tributo” e dettaglio estetico che la rende distintiva nella gamma.
Impressione: salire in sella suggerisce una moto che vuole essere “speciale”: la livrea cattura lo sguardo, la posizione di guida è eretta e da turismo serio, ma il motore promette sufficiente carattere per non annoiare. In un percorso misto potresti avvertire la stabilità e la robustezza del pacchetto, e nella guida autostradale l’edizione speciale ti fa sentire “in viaggio” piuttosto che “in pista”.
Punti di forza & considerazioni
Punti di forza:
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Edizione limitata con assetto esclusivo e attenzione al dettaglio.
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Vivace combinazione tra turismo e stile “premium”.
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Kit accessori e livrea dedicata la rendono interessante per collezionisti/appassionati.
Da valutare:
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Mancanza di dati tecnici completi e facilmente reperibili (potenza, peso completo, ecc) può rendere difficile il confronto preciso con concorrenti.
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Essendo edizione speciale, probabilmente costo elevato e disponibilità limitata.
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La gamma Stelvio è turistica/avventura: se cerchi qualcosa di puro sportivo, ci sono alternative più orientate alla performance.
Conclusione
La Moto Guzzi Stelvio Duecento Tributo 2025 è una proposta affascinante: un’edizione speciale che parla al cuore degli appassionati di moto turistiche italiane, con quel tocco di esclusività che fa la differenza. Se stai cercando una moto che unisca “viaggio” e “stile”, e non ti serve tanto preoccuparsi di ogni cifra tecnica pubblicata, questa è certamente da considerare.
9. Honda Africa Twin Adventure Sports 2025 — L’avventura che sa anche viaggiare

La Honda Africa Twin Adventure Sports 2025 rappresenta l’evoluzione della famiglia Africa Twin, pensata per chi vuole una moto capace di affrontare viaggi lunghi e strade miste, senza rinunciare a dotazioni moderne e a una buona quota off-road. I dati ufficiali Honda mostrano un modello maturo, con motore 1.083 cc, trasmissione manuale o DCT a scelta, e pacchetto elettronico all’avanguardia.
Motore e prestazioni
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Motore: 1.083 cc, bicilindrico parallelo raffreddato a liquido (Unicam®) con albero a 22,5° e tecnologia pensata per compattezza e distribuzione dei pesi.
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Alesaggio × corsa: 92,0 mm × 81,5 mm.
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Rapporto di compressione: 10,5 :1.
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Trasmissione: 6 marce (manuale) oppure a scelta con DCT (Dual-Clutch Transmission) nelle versioni selezionate.
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Telaio/ciclistica e sospensioni: configurazione pensata per uso misto strada & leggero off-road, con ruota anteriore 21” nella versione “Adventure” standard, mentre nella versione più orientata strada viene usata ruota 19”.
Impressione di guida:
Una volta in sella all’Africa Twin Adventure Sports 2025, si nota subito la facilità nel farla “girare” grazie alla centralizzazione dei pesi. L’erogazione del motore è fluida, soprattutto nel medio-basso regime: ideale in viaggio o su strade tortuose dove non serve essere al limite dei giri. Quando si alza il ritmo, la moto risponde bene e mostra che ha nel DNA una vocazione più che seria.
Dotazioni elettroniche, comfort e touring

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Display TFT da 6,5″, con supporto Bluetooth/Apple CarPlay/Android Auto (in alcuni mercati).
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Modalità di guida multiple, controllo di trazione selezionabile, ABS angolare con IMU, cruise control di serie.
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Versione “Adventure Sports” prevede protezione aerodinamica migliorata, serbatoio maggiorato in alcuni mercati, e sospensioni con escursione elevata adatte a tappeti autostradali ma anche a sterrati leggeri.
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Altezza sella variabile: nella scheda tecnica europea la versione base segnala altezza sella standard intorno ai 850/870 mm.
Impressione di guida:
In autostrada con bagagli e passeggero la moto resta composta, stabile, e la protezione aerodinamica è degna di nota. In misto curvoso la sensazione è piacevole: non è una sportiva pura, ma riesce a donar divertimento senza far sentire la stanchezza. Per il viaggio serio è più che adeguata.
Punti di forza & aspetti da considerare
Punti di forza:
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Un motore robusto e ben equilibrato, perfetto per avventure lunghe.
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Dotazioni elettroniche e tecnologia di livello elevato.
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Versatilità: capace di affrontare sia autostrada che strade meno battute.
Da valutare:
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Altezza sella importante: chi è di statura medio-bassa potrebbe trovare un po’ di difficoltà nelle fermate.
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Peso e dimensioni: pur ottimizzati, non sono quelli di una moto leggera da fuoristrada puro.
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Prezzo di accesso alla versione “Adventure Sports” potrebbe essere elevato rispetto ad alternative più semplici.
Conclusione
La Honda Africa Twin Adventure Sports 2025 è senza dubbio una delle migliori opzioni oggi sul mercato per chi cerca una adventure stradale di livello che sappia davvero “fare tutto” senza troppi compromessi. Se fossi in procinto di acquistare una moto che alterna viaggi in coppia, curve, autostrada e qualche uscita sterrato leggero, la metterei in cima alla lista.
Una valida alternativa sempre in casa Honda è sicuramente la mitica Honda Transalp 750 2025, leggi l’articolo dettagliato di questa splendida ed iconica moto.
10. Suzuki V-Strom 1050 DE 2025 — Avventura “vera” su strada e sterrato

La V-Strom 1050 DE 2025 è la versione “Dual Enduro” della famiglia V-Strom di Suzuki, pensata per chi desidera una moto adventure-touring in grado di avventurarsi anche su sterrato leggero. Questa versione DE (Dual Enduro) aggiunge ruote a raggi 21″/17″, maggiore escursione sospensioni e modalità “G” per la guida su terra.
Motore e caratteristiche tecniche
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Motore: bicilindrico a V di 90°, raffreddato a liquido, 1.037 cc.
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Alesaggio × corsa: 100,0 × 66,0 mm.
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Rapporto di compressione: 11,5 :1.
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Potenza e coppia (per la versione base): circa 107 CV (≈ 105,5 hp) a 8.500 giri/min e 10,20 mkg (≈ 100 Nm) a 6.000 giri/min.
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Trasmissione: 6 marce.
Impressione di guida:
In sella, la V-Strom 1050 DE dà subito sensazione di robustezza e versatilità: il motore ha coppia sufficiente già ai medi regimi, utile nei trasferimenti e nelle uscita turistiche. Sul misto con qualche tratto sterrato leggero, la ruota da 21″ e sospensioni più generose si fanno sentire, donando confidenza e controllo.
Ciclistica, dotazioni e uso touring
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Ruote: 21″ anteriore / 17″ posteriore nella versione DE.
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Altezza sella: indicata per la versione DE in circa 880 mm.
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Peso indicato: circa 252 kg (curb) per la versione DE.
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Elettronica: sistema Suzuki Intelligent Ride System (S.I.R.S.), modalità guida multiple (inclusa modalità G per sterrato), quick-shifter bidirezionale, display TFT.
Impressione di guida:
Durante un percorso con asfalto misto e qualche sterrato leggero, la DE non sfigura: la trasmissione, l’elettronica e la ciclistica lavorano bene insieme. In autostrada con bagagli la protezione e la stabilità sono adeguate. Se sei appassionato di uscite miste asfalto/terra, questa versione risulta molto credibile.
Punti di forza e aspetti da considerare
Punti di forza:
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Effettiva versatilità: touring su strada + qualche uscita sterrato.
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Motore “collaudato”, buona base tecnica.
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Buon rapporto qualità-versatilità nel segmento adventure.
Da valutare:
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Altezza sella elevata (≈ 880 mm) può essere una barriera per chi è più basso.
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Peso non leggerissimo: nei fondi più difficili la massiccia struttura si fa sentire.
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Non è una enduro pura: più orientata al turismo adventure che alla fuoristrada estremo.
Conclusione
La Suzuki V-Strom 1050 DE 2025 è un’opzione robusta e ben bilanciata per chi cerca una moto adventure-touring in grado di “fare tutto” senza eccessi. Non è la più leggera o estrema della categoria ma offre un pacchetto credibile e completo, ideale per viaggiare, esplorare e divertirsi.
Le immagini qui pubblicate hanno solo scopo illustrativo. Per vedere le foto ufficiali e i dettagli completi puoi visitare i siti delle case motociclistiche.
SEZIONE FAQ: “Le 10 migliori moto da viaggio 2025”
1️⃣ Qual è la migliore moto da viaggio del 2025?
La BMW R 1300 GS Adventure 2025 è considerata la regina delle moto da viaggio grazie al nuovo motore boxer da 1.300 cc, alle sospensioni semiattive DSA e a un comfort da riferimento. È potente, bilanciata e perfetta per i lunghi viaggi anche a pieno carico.
2️⃣ Quale moto da turismo ha il miglior rapporto qualità/prezzo nel 2025?
La Honda NT1100 2025 resta una delle scelte più intelligenti per chi cerca equilibrio tra prestazioni, comfort ed efficienza. Con il cambio DCT opzionale e un prezzo accessibile rispetto alle rivali europee, è ideale per il turismo quotidiano e i viaggi di medio raggio.
3️⃣ Qual è la moto più tecnologica tra le tourer 2025?
La Ducati Multistrada V4 RS 2025 domina sul piano tecnologico: radar, assistenze elettroniche evolute e motore Desmosedici Stradale da 180 CV derivato dalle competizioni. È la più avanzata del gruppo, pensata per chi vuole prestazioni e comfort insieme.
4️⃣ Qual è la migliore moto per viaggiare anche in coppia nel 2025?
La Honda Africa Twin Adventure Sports 2025 e la Suzuki V-Strom 1050 DE 2025 sono due scelte perfette per viaggiare in due: comode, stabili e con ciclistica adatta anche a percorsi misti. L’Africa Twin vince per dotazioni elettroniche, la V-Strom per facilità e robustezza.
5️⃣ Qual è la moto da viaggio più adatta ai neofiti o a chi cerca leggerezza?
La Triumph Tiger Sport 800 2025 rappresenta un’ottima via di mezzo tra sportività e comfort. È maneggevole, più leggera delle maxi adventure e offre un motore fluido perfetto anche per chi affronta il primo viaggio serio su due ruote.
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