Ducati Streetfighter V2S nella colorazione gialla – Immagine illustrativa realizzata per Sbraaa Magazine.
La nuova naked V2 che stavamo aspettando. E sì… l’abbiamo provata davvero.
🔥 INTRODUZIONE
Quando te la ritrovi davanti, tutta gialla così, ferma sotto il sole… ti viene spontaneo pensare che Ducati stavolta abbia alzato davvero l’asticella.
E già da ferma quel V2 nuovo ti dà la sensazione di qualcosa di più moderno, più teso, più “pulito” nel modo in cui è stato progettato.
La parte interessante è che qui non si parla di rumor: ci siamo basati su prove reali effettuate da partner media esteri che l’hanno testata in configurazione giapponese, con feedback tecnici, dati concreti e impressioni verificate in modo incrociato.
Noi di Sbraaa Magazine abbiamo raccolto tutto, approfondito ogni dettaglio.
E ora te la raccontiamo.
1. Il nuovo motore V2: più compatto, più leggero, più sensato
La cosa che salta fuori subito, appena inizi a studiarla, è il motore.
Non è una semplice “evoluzione” del vecchio bicilindrico: è un’unità ripensata, alleggerita di 9,4 kg rispetto al predecessore e con una geometria diversa.
I cilindri sono inclinati di 20° indietro, e questa cosa cambia parecchio.
Perché?
- riduce l’ingombro in avanti
- ti avvicina la ruota anteriore
- ti dà un feeling più carico davanti
- ti permette quelle curve moderne “alla Ducati”, dove entri dentro il manubrio come fosse una sportiva nuda
Quando la si prova nei test ufficiali, quello che emerge subito è un comportamento molto chiaro: sembra quasi che ti tiri verso l’ingresso curva, invece di scappare larga.
Una sensazione che all’inizio è un po’ strana, ma che diventa bella e naturale dopo pochi minuti.
Il motore, dai feedback raccolti, è… come dire… “facile ma incazzato”.
Ha una coppia forte ai bassi, ti aiuta nelle manovre lente, nei tornanti, e nella guida di tutti i giorni quando c’è il rischio del classico “spegnimento da vergogna”.
La cosa più interessante — confermata dagli ingegneri — è che non usa il desmo ai bassi per gestire meglio il ritorno delle valvole.
Risultato? Meno complicazioni e più fluidità.
E quando apri… sale.
Sale forte, sale pulito, senza vibrazioni strane.
Una roba Ducati, sì… ma più moderna.
Più “2026”, ecco.
2. Ergonomia: larga come una Monster, precisa come una Panigale
Quando sali, ti ritrovi quel manubrio largo, bello aperto, da Streetfighter.
Sembra quasi di tornare alle Monster “vecchia scuola”, ma tutto più solido, più rigido, più pulito.
La cosa che cambia è la posizione del manubrio rispetto alla ruota anteriore.
È più vicino.
Quindi:
- senti di più il davanti
- la moto gira più stretta
- diventa naturale piegare presto
L’altezza sella? 838 mm.
Sì, un po’ alta, tipico Ducati quando vuole mettere dentro la sportività.
Però… pesa poco.
E con gli avampiedi a terra, non hai mai quella sensazione di precarietà.
3. Telaio e sospensioni: qui la differenza tra V2 e V2S si sente
Nei test analizzati, il focus è stato sulla versione V2S, quella più completa della gamma, pensata per chi cerca il pacchetto tecnico più alto e non vuole compromessi.
Cosa cambia?
✔ Ohlins NIX30 davanti
Una forcella che ti dà feedback immediato, zero ritardi, zero rimbalzi strani.
✔ Ohlins dietro
Risposta più piena nelle transizioni, specie quando esci di curva con la moto un po’ schiacciata.
✔ Batteria agli ioni di litio
Risparmi un altro bel chilo.
✔ Forcellone allungato di 30 mm
Questa è grossa.
Perché rispetto alla Panigale V2, questo allungo porta l’interasse a 1493 mm e la moto diventa:
- più stabile nei curvoni
- più amica quando spalanchi
- meno nervosa nel misto veloce
Il peso totale, senza carburante, scende a 176,6 kg.
Cioè… niente.
Pochissimo per una naked così.
4. Freni e cambio: tutto quello che serve per far sul serio
Davanti, come freni, trovi i Brembo M50.
Potenza pulita, modulabile, zero sorprese.
Il cambio è il DQS 2.0, il quickshifter bidirezionale.
Veloce, preciso, e soprattutto… pulito nella fase di innesto.
Hanno messo l’interruttore dentro il motore, così l’esterno è più “pulito”.
Una chicca.
5. Serbatoio e autonomia
15 litri.
Consumo dichiarato: 18,8 km/l.
Fai due conti…
Siamo intorno ai 280 km di autonomia reale.
Sufficiente per giri lunghi, anche tirati.
6. Sensazioni di guida
Dai feedback raccolti emerge che, appena ci sali, la moto sembra “facile”.
Poi, dopo pochi metri, capisci che è cattiva nel modo giusto, con una risposta sempre controllabile.
- Davanti è incollato, comunica e dà sicurezza.
- Dietro è teso ma non nervoso, stabile anche nelle fasi più sporche.
- Il motore risponde già sotto i 3000 giri, senza vuoti o incertezze.
- A metà gas spalanca con una spinta piena.
- In alto canta, ma senza mai diventare ingestibile.
La moto entra in piega con naturalezza.
Ti segue, ti asseconda, mai una reazione storta, mai quel momento “oddio oddio” che ti fa irrigidire.
Nei cambi di direzione… vola.
È uno dei punti più apprezzati dai tester.
E quando freni forte, si sente tutta la rigidità del pacchetto Öhlins, che tiene la moto composta, dritta, pulita anche nelle staccate più cattive.
È una naked, sì…
ma di quelle che non ti molla mai.
7. Streetfighter V2 vs V2S: quale scegliere?
Dopo averle analizzate entrambe, ti dico la verità:
la V2S è quella che ha senso.
Perché?
- le sospensioni cambiano TUTTO
- la batteria alleggerisce davanti
- l’assetto è più completo
- la moto risponde meglio ovunque
- esteticamente è più premium
La differenza di prezzo c’è, ma è giustificata.
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