Prototipo MotoGP Honda in configurazione carbonio durante i test a Sepang. (immagine non ufficiale)
Honda ha iniziato a muovere i primi passi concreti verso la MotoGP del 2027, portando in pista a Sepang il nuovo motore da 850 cc previsto dal prossimo regolamento tecnico. Un test importante, programmato pochi giorni prima di Natale, che però non ha restituito i riscontri sperati a causa delle condizioni meteo avverse.
Il prototipo utilizzato era basato sulla moto 2026, con un’aerodinamica semplificata e il nuovo propulsore come vero fulcro del lavoro. Alla guida c’era Takaaki Nakagami, incaricato di raccogliere i primi dati utili per capire la direzione dello sviluppo. Tuttavia, la pioggia caduta sul circuito malese durante tutti e tre i giorni di test ha limitato fortemente il lavoro sull’asciutto.
Secondo quanto emerso, Honda è riuscita a completare solo pochi giri con pneumatici slick, un numero insufficiente per ottenere indicazioni tecniche significative sul comportamento del nuovo motore in condizioni ideali. Sono stati effettuati anche alcuni run con gomme Pirelli, fornitore unico della MotoGP a partire dal 2027, ma anche in questo caso il contesto non ha permesso valutazioni approfondite.
Il test di Sepang assume un peso ancora maggiore perché rappresenta l’ultima sessione svolta da Honda con le agevolazioni del Gruppo D. I progressi mostrati nel finale della stagione 2025 hanno infatti permesso alla casa giapponese di salire in Gruppo C, con una conseguente riduzione delle possibilità di test e della flessibilità sugli aggiornamenti.
Il lavoro sull’850 cc proseguirà nei test Pirelli già programmati per il 2026, ma il primo segnale è chiaro: il progetto 2027 è partito, anche se senza le condizioni ideali. E in una fase così delicata, ogni chilometro perso pesa più di quanto sembri.
