Toprak Razgatlıoğlu con la Yamaha M1 V4: per Fernández, la frenata del turco resta un punto forte anche in ottica MotoGP.
A Valencia l’aria è strana. Di quelle che senti il motore anche se non sei in pista.
E Augusto Fernández, che con la Yamaha ci lavora da dentro, ha detto una cosa che… boh. Ti resta in testa.
Parlando dei test e del lavoro sul nuovo progetto Yamaha, ha buttato lì un pensiero su Toprak Razgatlıoğlu.
Una roba semplice, ma chiara: la frenata è il suo punto forte.
E questa cosa, da quello che si è visto in Superbike e poi nel test di Aragón, non è cambiata.
Fernández però è stato onesto. Ha detto che in MotoGP non potrà frenare come in SBK, perché le Michelin, le dinamiche e le moto sono un mondo a parte.
Però e qui c’è il punto, la “mano” che ha Toprak in staccata è di quelle rare.
E uno così, anche se cambia categoria, qualcosa la porta sempre.
Nel frattempo Yamaha sta continuando a lavorare sul pacchetto nuovo.
Fernández ha confermato che è arrivato un telaio aggiornato da provare e che lo sviluppo del motore V4 va avanti passo dopo passo.
Niente miracoli.
Però qualche segnale c’è, almeno da quello che ha lasciato intendere.
Il discorso su Toprak nasce proprio da questo: dal tentativo di capire se uno con quello stile, con quella cattiveria in ingresso curva, può fare il salto senza perdersi.
Fernández non ha dato risposte magicamente chiare e ci sta, ma il tono era positivo.
Tipo: “Sì, non sarà come in Superbike… però quella frenata lì ce l’ha solo lui”.
E basta.
Niente hype strano, niente promesse.
Solo la sensazione, detta piano, che il turco possa avere un margine vero, se impara in fretta tutto il resto.
Yamaha guarda avanti, lui pure.
E Valencia, oggi, sembra un posto dove certe frasi pesano più del solito.
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