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Infrastruttura Digitale
LorenzoDesign.it

Un Infrastruttura Digitale IT permette di

  1. creare ambienti più sicuri e affidabili;
  2. tenere sotto controllo con maggiore facilità i costi dell’IT (minori asset da gestire);
  3. contenere i costi di manutenzione e gestione, inclusi quelli relativi alla componente energetica;
  4. agevolare l’adozione di soluzioni SOA (Service Oriented Architecture);
  5. dimensionare in modo più rapido e flessibile le risorse software e hardware per far fronte ad esigenze non prevedibili o non continuative;
  6. prendere decisioni più consapevoli e pro futuro nella scelta di apparati IT e di software;
  7. standardizzare l’hardware, le applicazioni software e le modalità stesse di gestione dell’ICT;
  8. facilitare la cooperazione applicativa tra Amministrazioni.

La necessità di razionalizzare i CED, ad esempio nella pubblica amministrazione, così come nelle aziende in generale deve essere considerata come un’opportunità da cogliere e da cui non essere esclusi.

Sia le Amministrazioni che tutte le Aziende potranno contare su CED più innovativi, potranno offrire una qualità del servizio decisamente superiore. Un livello di qualità che tutta le Aziende (pubbliche e private) devono pretendere per la conservazione e gestione dei propri dati, soprattutto in considerazione della straordinaria portata innovativa del cloud computing che ha completamente scardinato le modalità di approccio alle architetture IT.

Il disegno architetturale delle applicazioni e le limitazioni di alcuni sistemi operativi obbligano ancora molti server a risiedere su diverse istanze di sistema operativo e quindi spesso su macchine diverse.

Per tali ragioni il processo di razionalizzazione è complesso e implica un ridisegno applicativo e architetturale del sistema informativo e un nuovo disegno organizzativo delle funzioni IT di supporto.

Glossario dei termini usati (leggi di seguito)

Il termine “sistema informativo” ha qui una valenza estesa, volendo rappresentare sia ciò che di solito è collocato in un CED o “Data Center”1, sia la tecnologia che è distribuita nell’organizzazione per supportare le esigenze di elaborazione dati degli utenti (ad es. i PC client).

La razionalizzazione nel settore dell’IT viene oggi comunemente associata e identificata con il fenomeno della riduzione del numero e, talvolta, delle dimensioni dei CED, attuabile anche attraverso interventi di virtualizzazione degli apparati.

I compiti di un CED riguardano tipicamente le aree del “Data Processing” (Job Control e scheduling, gestione nastri e device di tipo DASD – Direct Access Storage Device), l’help desk su questioni riguardanti il funzionamento degli apparati, la gestione del software di sistema, dell’hardware, il capacity planning delle risorse, la gestione degli apparati di telecomunicazione e delle reti, etc…

A tali funzioni vanno poi aggiunte tutte quelle non dirette alla gestione di asset informatici, ma necessarie per il corretto funzionamento di una struttura organizzativa che può arrivare a centinaia di addetti (e.g. logistica, amministrazione, gestione risorse umane).

I costi dei CED possono influire notevolmente sulla funzione ICT in una organizzazione, fino al 30-40% della spesa per l’ICT. Le categorie di costo tipiche di un CED sono illustrate nella figura che segue.


Figura 1 Distribuzione dei costi in un CED1

Per tutte queste motivazioni, l’organizzazione dei CED rappresenta un elemento importante della strategia di una Amministrazione nei riguardi della funzione ICT .

Classificazione dei CED

Per Data Center o CED si intende una struttura fisica, normalmente un edificio compartimentato, unitamente a tutti gli impianti, elettrici, di condizionamento, di attestazioni di rete, di cablaggi, ecc… e a sistemi di sicurezza fisica e logica, che in tale edificio sono presenti, progettato e allestito per ospitare e gestire un numero elevato di apparecchiature e infrastrutture informatiche e i dati ivi contenuti, allo scopo di garantirne la sicurezza fisica e gestionale.

Procedere a una comparazione dei Data Center non è mai semplice, e a tal fine può risultare utile una classificazione degli stessi secondo alcune metriche.

Per classificare i CED si sceglie come metrica quella della TIA-942 ed i suoi successivi aggiornamenti.

La TIA (Telecommunication Industry Association) è un’associazione accreditata dall’ANSI (American National Standards Institute) per sviluppare volontariamente standard basati sul consenso delle industrie per una grande varietà di prodotti ICT ed attualmente incorpora più di 400 membri.

La necessità di un riferimento come la TIA-942 è stata dettata dal fatto che spesso si assiste a infrastrutture dove è praticamente impossibile assicurare la realizzazione di un ambiente centralizzato, idoneo e performante, con il risultato di avere strutture mal dimensionate con gravi mancanze sotto il profilo della sicurezza e dell’affidabilità e inefficienze nella erogazione dei servizi.

La TIA-942, attualmente, propone una classificazione, in 4 livelli, dei CED in

funzione di specifiche necessità di utilizzo e disponibilità.

TIER I (basic – 99,671%)
o Suscettibilità a interruzioni a causa di attività pianificate e non pianificate;
o Mancanza di ridondanze e con singolo sistema di alimentazione e di raffreddamento;
o PresenzaomenodiUPS,generatoriepavimentoflottante; o Fermodeldatacenter:28,8ore/anno;
o Totale spegnimento durante le manutenzioni preventive.

TIER II (redundant component – 99,741%)
o Meno suscettibilità a interruzioni a causa di attività pianificate e non pianificate;
o Componenti ridondati e con singolo sistema di alimentazione e di raffreddamento;
o PresenzadiUPS,generatoriepavimentoflottante;
o Fermodeldatacenter:22ore/anno
o Totale spegnimento durante le manutenzioni su alimentazione e altre parti dell’infrastruttura

TIER III (concurrently maintenable – 99,982%)
o Possibilità di effettuare manutenzioni pianificate senza interruzione,

ma suscettibilità a interruzioni a causa di attività non pianificate;
o Componenti ridondati e collegamenti multipli per alimentazione e raffreddamento;
o PresenzadiUPS,generatoriepavimentoflottante;
o Fermodeldatacenter:1,6ore/anno
o Non necessario lo spegnimento totale durante le manutenzioni, prevista deviazione su altri collegamenti per alimentazione ed infrastruttura

TIER IV (fault tolerant– 99,995%)
o Possibilità di effettuare manutenzioni pianificate e non senza

impatti negativi sulla gestione della propria funzionalità;
o Componenti ridondati e collegamenti multipli contemporaneamente attivi per alimentazione e raffreddamento;
o Disponibilità di UPS, generatori e pavimento flottante;
o Fermodeldatacenter:0,4ore/anno
o Non necessario lo spegnimento totale durante le manutenzioni, prevista deviazione su altri collegamenti per alimentazione ed infrastruttura

Oltre a quanto riportato, la TIA-942 tratta aspetti relativi a:

  • –  Spazi e design del data center;
  • –  Infrastruttura di cablaggio;
  • –  Antincendio
  • –  Livelli di umidità
  • –  Temperature operative
  • –  Architetture di collegamento

La TIA-942 raccomanda inoltre la corretta circolazione dell’aria, con particolare attenzione a una adeguata concentrazione degli apparati, e suggerisce la predisposizione dei cabinet in modo da assicurare la creazione di corridoi caldi e freddi, facilitando l’espulsione dell’aria calda dal retro delle apparecchiature. Raccomanda infine la predisposizione di griglie perforate da pavimento in prossimità del fronte dei rack (solo nel corridoio freddo), al fine di ottenere un raffreddamento ottimale delle apparecchiature e un conseguente risparmio energetico.

CED di recente costruzione – quasi tutti fanno affidamento a soluzioni datate e quindi da ottimizzare.

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