Moto Turismo viaggio fra Narni e Tivoli

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NARNI: NELLA STORIA NARNIA:

Moto Turismo viaggio fra Narni e Tivoli
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Geografia e matematica camminano sempre più a braccetto e le coordinate di posizione vanno ormai di moda. In questo contesto è ancor più divertente addentrasi nella contesa per il “centro geografico d’Italia”. Nel piccolo ring figurato a cavallo tra Umbria e Lazio, all’angolo nordovest la sfidante Narni, proclamata centro geografico dell’Italia peninsulare contemporanea dall’Istituto Geografico Militare di Firenze, che mostra con orgoglio l’antico Ponte Cardona; all’angolo sud-est Rieti, che si difende a colpi di storia e con la sua Caciotta in Piazza San Rufo. In realtà la soluzione più romantica resta il dubbio, e un itinerario che tergiversi tra certo e incerto, attraverso un territorio motociclisticamente intrigante fino alle porte di Roma. Partenza quindi da Narni… o Narnia? Dalla storia al fantastico, grazie anche allo scrittore Clives Staples Lewis che si è ispirato alla storia latina della cittadina umbra per ambientare la sua saga sull’eterna lotta tra bene e male. In effetti Narnia è il nome latino dell’odierna Narni e lo è stato per moltissimo tempo. A completare le nozioni da sapere: la città sotto la città, un’interessante realtà che corre sotterranea. Una cosa è certa: questo borgo è assolutamente prezioso, con vicoli e piazzette che lasciano il segno anche nella memoria dei viaggiatori più distratti. Per i motard che si recheranno al Castello della Rocca non può mancare la visita alla mostra di moto d’epoca del sig. Goliardo Filippetti, meccanico di moto in pensione che possiede una cinquantina di mezzi, tutti perfettamente restaurati, dove la più antica è una svizzera Motosacoche del 1909, con trasmissione a cinghia. Ma in tutto questo il centro dov’è? Appena fuori le mura dell’antica città si trovano le indicazioni per Umbilicus Italiae. Lasciata la moto, un sentiero nel bosco raggiunge il suggestivo Ponte Cardona (I sec. a.C.): “ Viandante, il centro che tu cerchi è qui. Toccarlo sarà per te fortuna e salute, profanarlo, non ci sarà più pace per il resto dei tuoi giorni (Cristiano 1176)”. In perfetta simbiosi con la città, anche questo percorso ha un doppio livello nel sottosuolo dove si intravedono i resti dell’acquedotto romano della Formina.

CASCATA DELLE MARMORE:

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Procediamo fino a raggiungere Terni, città che custodisce le reliquie di San Valentino e accoglie nel pozzo, al centro del coro della Basilica, le lettere d’amore provenienti da tutto il mondo. Altra attrazione è senza dubbio la Cascata delle Marmore. Visitando prima il Belvedere Inferiore se ne apprezza meglio il triplice salto, il più alto d’Europa, con un dislivello di circa 165 metri. L’attrezzato parco, in prossimità della cascata, offre numerosi centri di ristoro per una piacevole sosta al fresco, mentre i più sportivi potranno cimentarsi nella frizzante esperienza del rafting. Il Belvedere Superiore è parte dell’itinerario, seguendo le indicazioni per il Lago di Piediluco sulla SS79.

LEONESSA-TERMINILLO:
Terminato il tratto lungolago inizia la conquista del Terminillo con prima tappa Leonessa, il paese più caratteristico e importante della piana Reatina, a 1.000 m di altitudine. La strada offre geometrie divertenti salendo gradualmente fra Labro e Morro Reatino per poi planare sull’altopiano leonessano, regalando panoramiche sul denso verde della zona. Malgrado la carreggiata si allarghi gradualmente e l’asfalto granuloso inviti ad una guida sportiva, qualche buca di troppo spezza il ritmo vivace. Leonessa accoglie con il suo piccolo centro storico, dove è piacevole fermarsi a riprendere fiato prima di affrontare la Vallonina. Attenzione però: l’inverno rende la tratta Leonessa-Terminillo inagibile fino alla fine di aprile e conviene sincerarsi per tempo della riapertura della strada prima di arrivare a questo punto di non ritorno. Terminillo, Terminilletto e Terminillone aspettano a braccia aperte i visitatori, benvoluti se su due ruote o con gli sci. In base all’andamento della stagione invernale non è da escludere di trovare ancora qualche sprazzo di neve anche a giugno. Dopo una prima parte che stuzzica lo sguardo, alternando le cime alla fitta boscaglia, l’ambiente roccioso della Sella di Leonessa ricorda molto le Dolomiti e la veduta si apre con un respiro ampio sulla piana Reatina. Stazione sciistica pura, Terminillo non offre altro che la semplice e meravigliosa natura con prati invitanti per una siesta rigenerante: addio stress urbano.

RIETI:

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Prima di scendere di quota non resta che farsi il giro dell’anello intorno al monte e prepararsi alla SS4 bis: larga, veloce e con asfalto e traiettorie da scintille. Tornando al filo conduttore dell’itinerario, eccoci alle porte di Rieti. Il cartello parla chiaro: Centro d’Italia. L’antica capitale dei Sabini è oggi capoluogo di provincia del Lazio e la tradizione storica la definisce Umbilicus Italiae. Sebbene da un punto di vista geografico ciò non sia vero, autori come Varrone, Virgilio e Plinio il Vecchio testimoniano nei loro scritti che, già presso gli antichi romani, la pianura intorno alla città di Rieti era ritenuta il centro della Penisola. Altra tesi a favore, risalente al Medioevo: la distanza tra il Mare Adriatico e il Mar Tirreno era ritenuta di 104 miglia italiane, a metà delle quali si trovava la città sabina. Il centro d’Italia oggi è collocato in Piazza San Rufo, in area pedonale. Dopo il furto del cippo granitico del XIX secolo è arrivata la pietra con l’iscrizione Medium Totius Italiae e la targa recante la scritta Centro d’Italia in 20 lingue (29 marzo 1950). Ma quello che non può passare inosservato è il monumento (chiamato scherzosamente la Caciotta) costituito da un basamento circolare, donato alla città nel 2001, “ Purtroppo costa troppo rimuoverlo…”, sostengono con ironia e schermato rammarico gli abitanti del luogo. Anche Rieti ha la sua città sotterranea con i resti dell’antica Via Salaria contenuti nelle cantine di alcuni palazzi di via Roma, la strada principale del centro storico. Tutto intorno le Mura cittadine, risalenti al secolo XIII, che si aprono all’esterno con Porta d’Arci, Porta Aringo, Porta Conca, Porta Cintia e Porta Romana.

MONTI SABINI:

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Lasciandosi alle spalle i resti dell’antico ponte romano si procede seguendo le indicazioni per Poggio Mirteto. Ancora montagna e, questa volta, si tratta dei Monti Sabini. Uliveti accompagnano a tratti il tragitto che sale di quota, diventando aspro e montuoso per poi ridiscendere con ritmo. La carreggiata è delimitata da muriccioli di pietra che si propongono nella visiera come piacevole terrazza panoramica sulla Sabina. La girandola di curve e controcurve si ferma a Farfa dove si trova la bellissima Abbazia Benedettina che, grazie all’autonomia concessale da Carlo Magno, divenne uno dei monumenti più insigni e potenti dell’Europa medievale. All’interno del Monastero delle Clarisse Eremite, pochi chilometri più avanti, si trova il singolare Museo del Silenzio che racconta vicende e peculiarità della vita di clausura. Le stranezze continuano in chiave meno impegnata con l’ulivo più grande d’Europa, a Canneto: nel 1876 è costato 1.840 lire ed è stato tramandato di padre in figlio raggiungendo un’altezza di 15 m e un diametro della chioma di 30 m. Gli agronomi stimano la sua longevità a circa 2000 anni!

TIVOLI:

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Prima di lasciar scorrere le ruote fino alle porte di Roma è d’obbligo mettere il cavalletto a Tivoli. Tornati a città di dimensioni importanti si è subito catapultati nel traffico caotico, perdendo parte dei benefici acquisiti durante l’itinerario. Villa Adriana e Villa d’Este non possono essere raccontate a parole e come patrimoni dell’UNESCO meritano assolutamente la visita; Villa Gregoriana e la Chiesa di San Giovanni Evangelista, con gli affreschi del Perugino e del suo allievo Pinturicchio, le seguono a ruota ma questi monumenti della nostra cultura richiederebbero un altro itinerario. Infine la Tiburtina mostra la strada per Roma… ma questa è un’altra storia.

DA NON PERDERE:
La Cascata delle Marmore Frutto dell’opera dell’uomo nei secoli sull’ambiente naturale circostante al fiume Nera, la Cascata delle Marmore è la più alta d’Europa. La scelta è fra il Belvedere Superiore e quello Inferiore; possibile partecipare alle visite guidate nell’area del parco e praticare il rafting con partenza subito sotto la cascata. Esistono orari precisi che regolano l’apertura del getto d’acqua. L’ulivo più grande d’Europa Si trova in località Canneto, nei pressi di Palombara Sabina.

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NUMERI UTILI
APT Rieti Piazza Vittorio Emanuele II, Rieti, tel. 0746/203220, www.apt.rieti.it

APT Terminillo Via dei Villini 33, Pian de’ Valli (RI), tel. 0746/261121, terminillo@apt.rieti.it

Associazione Culturale Subterranea Giardini di S. Bernardo, Narni (TR), tel. 0744/722292

INFORMAZIONI UTILI:
Raggiunta la città di Narni seguite le indicazioni per il suo Centro Geografico d’Italia nel bosco; l’itinerario prosegue in direzione di Terni per la seconda sosta alla Cascata delle Marmore. Ripresa la marcia si costeggia il lago di Piediluco seguendo le indicazioni per Lonessa-Terminillo. In località Madonna della Luce svoltare stretto a sinistra sulla SP5, poi SS521 fino a Leonessa. Imboccare la SP10 fino alla stazione sciistica del Terminillo per poi scendere sulla città di Rieti. Chiedere per Piazza San Rufo Centro d’Italia (pedonale). Evitando il raccordo Terni-Rieti, imboccare la SP46 in direzione Poggio Mirteto e successivamente seguire le indicazioni per Fara in Sabina. Seguire per Palombara Sabina. In località Canneto si trovano le indicazioni per visitare l’ulivo più grande d’Europa. Proseguire sulla SS363 che costeggia il Parco Naturale dei Monti Lucretili fino a Marcellina e successivamente la città di Tivoli. Ultime indicazioni: imboccare lavia Tiburtina fino alle porte di Roma.

DOVE DORMIRE:
Terni Hotel Valentino****, via Plinio il Giovane 3/5, Terni, tel. 0744/402550, www.hotelvalentinoterni.com. Situato nel cuore della città di Terni, l’Hotel Valentino è stato completamente ristrutturato ed è dotato di tutti i comfort. La sua posizione consente di apprezzare il centro storico della città.

Quinto Assio Hotel***, viale delle Scienze 16/A, S. Rufina di Cittaducale (RI), tel. 0746/607257 – 0746/607253, www.hotelquintoassiorieti.it. Struttura moderna con camere tutte dotate di telefono, frigo bar, connessione wi-fi, Sky e satellitare, bagno con doccia idromassaggio. Parcheggio gratuito coperto e custodito, all’interno dell’albergo, con accesso diretto alla hall. Camera doppia in B&B 70 euro.

Albergo da Mosé, frazione Fontenova di Leonessa, Terminillo (RI), tel. 0746/ 922214, www.ceafontenova.it. Immersa nel bosco sulla strada Leonessa-Terminillo, la struttura è sede del Centro di Educazione Ambientale di Fontenova che propone il primo percorso acrobatico forestale del Lazio.

Campeggio Cascata delle Marmore: Località I Campacci, Marmore (TR); tel. 0744/67198 – 0744/389792 – 340/9296920. All’ombra del Parco Fluviale Neri-Velino e a due passi dal Belvedere Superiore della Cascata delle Marmore, il camping offre, oltre al posto tenda, la possibilità di sistemazione in quattro caravan e un bungalow.

DOVE MANGIARE:
Pub Enoteca Ristorante Why Not Slow Pub, via di Mezzo 164, Rieti, tel. 0746/498414 (chiuso martedì), http://xoomer.virgilio.it/slowpubrieti. Ambiente piccolo e accogliente nel centro storico. Cucina curata dove poter assaggiare prodotti locali anche in esclusiva come l’ottima “Birra del Borgo”.

Ristorante Pizzeria Il Cicalino, piazza San Giovanni Decollato 12/b, Terni, tel. 0744/426644 – 420014. Situato a due passi dal centro della città, oltre ad una buona pizza tradizionale e alla carne alla brace, la specialità del locale sono le pizze al metro e al mezzo metro con una vasta scelta di combinazioni possibili.

Ristorante Alfredo, viale Mazzini 1, Tivoli (RM), tel. 0774/335304. Gestione familiare per una cucina romana casereccia di ottima qualità. Specialità consigliata: tagliatelle paglia e fieno con funghi e piselli in bianco.

Trattoria Trappacchiella, via Collestatte Piano 90, Terni, tel. 0744/62296, cell. 339/7039386, www.ristolandia.com. Trattoria a gestione familiare fin dal 1963 dove poter assaggiare specialità locali come ravioli al tartufo, risotto ai gamberi di fiume, rognonetti, porcini, tartufi e trote del fiume Nera. Ambiente spartano con terrazza panoramica sulla Cascata delle Marmore.
Link ripreso da www.motociclismo.it

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